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A SINISCOLA LA BANDIERA DEI MORI ISSATA PER GRAMSCI
Articolo di Sergio Secci per La Nuova Sardegna di domenica 29 aprile 2007
Tante le bandiere con lo stemma dei quattro mori che sventolano per Sa Die de sa Sardigna, ma quella issata ieri su un cantiere edile alla periferia di Siniscola, ha una storia particolare. “E’ il vessillo che nel 1982 a Ghilarza venne immortalato da tutte le televisioni”
L’occasione la diede la visita di Nilde Iotti per commemorare Gramsci. A posizionare la bandiera sul tetto di un palazzo in costruzione in zona Duai, il proprietario Franco Atzori all’epoca membro del Partito Sardo d’Azione che racconta la storia di quel vessillo. “Nel 1982 per commemorare Gramsci venne a Ghilarza Nilde Iotti, allora presdiente della Camera. Per iniziativa di un gruppo di giovani della sezione del Psd’Az, fu sistemata, approffitando della distrazione degli organizzatori, nella piazza a fianco del palco, una grande bandiera sarda. Questo pochi istanti prima che l’onorevole Iotti iniziasse a parlare. Le telecamere delle tv nazionali per riprendere il presidente della camera dovettero necessariamente inquadrare anche la bandiera e con queste immagini tanti sardi residenti fuori dall’Isola, hanno potuto collegare efficacemente il nome di Gramsci, conosciuto in tutto il mondo, alla loro terra lontana. Vi fu in quella circostanza una punta di polemica con l’on. Iotti, compagna di Togliatti, ambedue notoriamente filosovietici” spiega Atzori, “per il fatto che Antonio Gramsci in carcere fu praticamente abbandonato, sostenuto moralmente da pochissimi compagni, dai familiari e in particolare dalla sorella Teresina che a Ghilarza dirigeva l’ufficio postale. Proprio ieri il figlio Giuliano in un’intervista al Corriere della Sera afferma che se il padre fosse rientrato a Mosca sarebbe morto di stenti in qualche Gulag sperduto della Siberia. Gramsci, uomo libero, era quindi scomodo tanto al fascismo quanto al comunismo”.
Quella stessa bandiera rimasta per 25 anni piegata e custodita in un armadio rivede la luce per commemorare Gramsci, prima di tutto l’uomo, il sardo e il combattente.
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BIELLA - SA DIE DE SA SARDIGNA
Un fine settimana particolarmente intenso e ricco di emozioni.
In occasione della celebrazione della "Festa de su Populu sardu - Sa Die de sa
Sardigna" la Comunità Sardo-biellese si è riunita nella Basilica di San Sebastiano
a loro particolarmente cara poiché conserva le spoglie mortali di Alberto Ferrero
della Marmora.
Alberto La Marmora e Sardegna, Alberto La Marmora e Biella, un'equivalenza immediata che caratterizza l'uomo, il personaggio.
E se Lamarmora a Biella è Alessandro o Alfonso, i Bersaglieri o le voloire,
in Sardegna Lamarmora è subito Alberto e poi i suoi fratelli.
Perchè Alberto è l'amico di sempre, colui che ha saputo comprendere, amare,
studiare l'Isola di pietra e i suoi abitanti.
Che ha saputo donare anni e anni del proprio tempo, della propria intelligenza,
del proprio cuore ad una Terra lontana e dimenticata,
terra d'esilio da quando aveva saputo resistere e contrapporsi anche culturalmente a Roma e alla sua egemonia.
Una terra con tante verità assopite, rese inutili, opache; una terra da scoprire, da
ri-scoprire, da rendere alla sua potenzialità, al suo ruolo in Italia ed in Europa.
Missione grande, affascinante, sottilmente coeva al suo animus, al suo sentire di vecchio bonapartista che aveva dovuto far tacere verità ed umori, volontà di migliorare il mondo servendone gli uomini, anche partendo dal mondo sardo, onfalo del Mediterraneo e del mondo, rapa nui, per uno spirito grande e generoso come Alberto.
A Biella, città e patria di Alberto, i Sardi hanno ben compreso questo dono grande
ed intenzionale del "Lamarmora" alla loro Isola e hanno cercato di rendergli il favore, fatto loro in un'epoca grande quale il Risorgimento, in questa epoca dove le piccole patrie, il particular cercano testimonianza e credito.
Alberto è ricorrente nei momenti più significativi del Circolo Culturale Sardo "Su
Nuraghe" di Biella: questo ci consente di far conoscere anche ai Biellesi un loro figlio meglio noto nell'Isola lontana.
Raramente studi universali e profondi hanno prodotto risultati così importanti:
Lamarmora "il biellese", Lamarmora "il sardo", come le tante piazze, le tante strade: la montagna anche quella più alta che in Sardegna lo ricorda, ha nei Sardi di Biella testimoni appassionati di questo profeta d'intelletto e di cuore che nella sua patria è certo amato allo stesso modo.
Ecco che Aprile, il mese natale di Alberto dell’anno 1789 - anno miliare nella storia - è diventato il riferimento del "popolo sardo di Biella".
Da molti anni i Sardi lo celebrano nella Basilica in cui è la cripta di Alberto e
degli altri suoi familiari, rendendogli omaggio in concomitanza con la loro festa più importante: Sa Die de sa Sardigna, la Festa de su Populu sardu, celebrata contempoaneamente in Sardegna e nelle terre vicine e lontane in cui i Sardi sono dovuti emigrare.
Le manifestazioni continuano con gli atleti di Su Nuraghe
Il 1° maggio, alle ore 9.00, davanti al “Bar Roma”, Ronco B.se, partirà la XVII
edizione della Gara Podistica Gran Premio Castello di Zumaglia, organizzata dalla
sezione sportiva del Circolo Su Nuraghe di Biella. In tutte le precedenti edizioni,
la bella manifestazione atletica, ha registrato una partecipazione molto numerosa
con la presenza di atleti provenienti anche da altre province. Come di consueto, la
premiazione avverrà alla Cascina Alee, presso la sede della Comunità Montana, in
territorio di Ronco Biellese. A seguire rinfresco per tutti con prodotti tipici
sardi.
Cordialmente, Battista Saiu (Presidente del Circolo Su Nuraghe di Biella)
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SCAMBIO CULTURALE SARDEGNA - ISOLA D'ELBA
777! Non è la pagina di televideo. E' un appuntamento da non perdere:
7 luglio 2007.
All'Isola d'Elba, sud-est, Capoliveri (Livorno).
"Cuccurus Janasa" (Siniscola Nuoro) e "Tenore di San Gavino" (Illorai Sassari)
daranno il via a danze e canti alle 21:30 in Piazza Matteotti -già luogo di 2
edizioni del Festivalbar, palco per i Nomadi, Delman Brown (discreta punta del
Jazz mondiale e... e...)-.
A fare da contorno alla serata, oltre al solito panorama accarezzato dal mar
Tirreno dove magica appare quasi sospesa Montecristo, allieteranno il gusto degli
intervenuti i prodotti tipici sardi.
Perchè perdersi un così ghiotto appuntamento di scambio culturale?!
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